I tuoi dati sotto osservazione? Come smascherare le App che ti tracciano

Ogni giorno lo #smartphone raccoglie una quantità enorme di #informazioni sulla nostra vita digitale, spesso senza che ce ne accorgiamo davvero. Posizione, contatti, foto, cronologia degli spostamenti, abitudini di navigazione e perfino il modo in cui utilizziamo le #App diventano dati preziosi per aziende pubblicitarie e piattaforme online che li sfruttano per costruire profili dettagliati degli utenti. È il meccanismo alla base della #pubblicità personalizzata che compare sui social, nelle email o durante la navigazione web, e che ormai accompagna qualsiasi esperienza digitale quotidiana. Il #tracciamento non è certo una novità, ma con l’arrivo delle nuove regole europee legate all’AI
WhatsApp rompe con Google Drive e iCloud: nasce il backup proprietario

C’è una novità che potrebbe cambiare il modo in cui milioni di persone gestiscono le proprie conversazioni su #WhatsApp. L’app di messaggistica starebbe infatti lavorando a un sistema di #backup proprietario, pensato per salvare #chat, foto, video, documenti e allegati direttamente sui propri server, senza dover dipendere da servizi esterni come #Google Drive o #iCloud. Una svolta importante, soprattutto per chi negli anni ha accumulato migliaia di #messaggi e contenuti condivisi e si è trovato più volte a fare i conti con lo spazio limitato disponibile nel cloud del proprio smartphone. Secondo quanto emerso dalle versioni beta dell’app analizzate da
Google Search Live arriva in Italia e rivoluziona la ricerca tra voce e immagini

La #ricerca online, così come l’abbiamo conosciuta per oltre vent’anni, inizia a trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Non più solo parole digitate in una barra, ma domande pronunciate ad alta voce e immagini condivise in tempo reale. Con l’arrivo anche in Italia di #GoogleSearchLive, Google accelera su un modello di ricerca sempre più conversazionale, visivo e contestuale, segnando un passaggio chiave nell’evoluzione dell’interazione tra utenti e intelligenza artificiale. Dopo una prima presentazione al Google I/O 2025 e un lancio iniziale limitato agli Stati Uniti, la funzione viene ora estesa a livello globale, raggiungendo oltre 200 paesi. In Italia è
Non solo ChatGPT: Gemini, Copilot, Claude e Perplexity a confronto

Il dominio di #ChatGPT resta evidente, ma non più incontrastato. I numeri più recenti di StatCounter indicano che il servizio di #OpenAI continua a detenere tra il 64% e l’80% del mercato globale, con segnali però di rallentamento nelle nuove iscrizioni. Nel frattempo, si fanno spazio concorrenti sempre più strutturati, capaci di ritagliarsi nicchie precise grazie a funzioni mirate e integrazioni strategiche. Tra le alternative più solide emergono #Google #Gemini, Microsoft #Copilot, #Perplexity AI e #Claude. Non si tratta di semplici repliche: ciascuno di questi strumenti interpreta l’intelligenza artificiale in modo diverso, puntando su ambiti specifici come produttività, ricerca o
“Sono io, mandami soldi”. Boom di truffe su WhatsApp, come riconoscerle

Arriva da un nome che conosci, magari salvato in rubrica da anni, e proprio per questo non sembra pericoloso. Un #messaggio semplice, diretto, spesso urgente: “mi serve un aiuto”, “puoi votare?”, “mi presti dei soldi?”. È così che oggi passano alcune delle #truffe più efficaci, e il terreno privilegiato è #WhatsApp, diventata negli ultimi anni uno degli strumenti più sfruttati dai criminali digitali. A dirlo è anche il report di Revolut, che colloca l’app tra le principali #piattaforme utilizzate per frodi online, seconda solo a #Facebook. Il meccanismo è tanto semplice quanto insidioso, perché non punta sulla tecnologia ma sulla
Svolta storica: Meta e Google responsabili dei rischi social per i giovani

C’è un momento in cui una #tecnologia smette di essere percepita come neutra e inizia a essere interrogata per ciò che provoca. È esattamente quello che è accaduto il 25 marzo 2026, quando una giuria della California ha stabilito che #Meta e #Google non possono più sottrarsi alle conseguenze del modo in cui hanno costruito le loro #piattaforme. Non i contenuti, dunque, ma l’architettura stessa dei social finisce sotto accusa: un sistema progettato per trattenere, stimolare, agganciare, anche quando dall’altra parte dello schermo ci sono adolescenti. A rendere concreta questa svolta è la vicenda di Kaley, oggi ventenne, che ha
Attacchi con AI e NIS2 fanno volare la spesa cyber in Italia verso i 2,8 miliardi

Il mercato della #cybersecurity in Italia continua a crescere con decisione, spinto da un contesto in cui le #minacce informatiche diventano sempre più sofisticate e frequenti. Secondo i dati dell’Osservatorio Cybersecurity & #DataProtection del Politecnico di Milano, nel 2025 il valore complessivo del settore ha raggiunto i 2,78 miliardi di euro, registrando un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Una crescita significativa che riflette la crescente consapevolezza delle #imprese sulla necessità di #proteggere dati, infrastrutture e sistemi digitali in un momento storico segnato da trasformazioni tecnologiche rapide e da un’intensificazione degli attacchi informatici. Il fenomeno non riguarda solo la dimensione
Frodi sugli acquisti online cresce il ruolo di Telegram e Meta sfiora il 44% dei casi

Nel panorama sempre più complesso delle #frodidigitali, una delle minacce che sta crescendo più rapidamente riguarda le #truffe legate agli acquisti #online, e nel 2025 un ruolo sempre più centrale sembra essere assunto da #Telegram. A segnalarlo è un recente rapporto sulla sicurezza e sul crimine finanziario pubblicato dalla società fintech Revolut, secondo cui proprio l’app di messaggistica è diventata la fonte di frodi in più rapida crescita a livello globale. I dati parlano chiaro: i casi di truffa riconducibili alla piattaforma sono aumentati del 233% rispetto al 2024, evidenziando un’espansione molto veloce di questo fenomeno. Il quadro generale mostra
L’Italia è la prima a introdurre la tassa sulla copia privata nel cloud e scoppia la rivolta dell’Ict

Sta facendo discutere la decisione del ministero della #Cultura di aggiornare il sistema dell’equo #compenso sul #diritto d’autore introducendo, per la prima volta, una sorta di “tassa” anche sugli #spazi di #archiviazione nel #cloud. Il decreto firmato dal ministro Alessandro Giuli, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, modifica infatti le tariffe che da anni vengono applicate ai dispositivi tecnologici – come smartphone, computer e supporti di memoria – per compensare autori ed editori della possibilità che gli utenti effettuino copie private di opere protette, come musica o video. La novità più significativa è proprio l’estensione di questo meccanismo
Stangata da 98 milioni ad Apple: violato l’articolo 102 del Tfue

Una #multa da quasi cento milioni di euro riaccende il confronto tra i grandi colossi della #tecnologia e le autorità che vigilano sulla concorrenza. Questa volta al centro della vicenda c’è #Apple, il gigante di #Cupertino, che è stato sanzionato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con una cifra pari a 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante. Secondo quanto accertato dall’Antitrust al termine di una lunga istruttoria condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, altre autorità nazionali e il Garante per la protezione dei dati personali, la società avrebbe violato l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione