Il #2025, osservato attraverso le lenti delle ricerche #Google, racconta un’Italia profondamente curiosa, attenta a ciò che accade nel mondo ma allo stesso tempo saldamente ancorata alle proprie tradizioni, ai riti collettivi e alla voglia di imparare cose nuove. Come ogni anno, “Un anno di Ricerche” non è soltanto una classifica di #parolechiave, ma una vera e propria #mappa emotiva e culturale del Paese, fatta di domande, interessi improvvisi, nostalgie e necessità pratiche. Gli #italiani hanno cercato soprattutto di capire: capire eventi internazionali complessi, conflitti, dinamiche geopolitiche e cambiamenti globali, tanto che le domande che iniziavano con “Perché?” hanno dominato le ricerche legate all’attualità, segno di un bisogno diffuso di orientarsi in un mondo percepito come sempre più rapido e difficile da decifrare. Accanto a questa attenzione verso l’esterno, però, emerge con forza anche il desiderio di cultura e intrattenimento, vissuto come spazio di condivisione e riconoscimento collettivo: serie di successo internazionale come Squid Game e film iconici come Nosferatu convivono nelle ricerche con nomi profondamente legati al panorama musicale italiano, da Lucio Corsi a Olly, confermando ancora una volta il ruolo centrale del Festival di Sanremo come specchio, amplificatore e talvolta motore del gusto e del dibattito culturale nazionale. Non sono mancate le ricerche legate agli addii, momenti in cui il Paese si è fermato a riflettere su figure che hanno segnato l’immaginario collettivo, come Papa Francesco o Pippo Baudo, e Google è diventato lo spazio in cui rileggere biografie, riascoltare parole, ricostruire percorsi e misurare l’impatto umano e simbolico di queste personalità. Ma il 2025 è stato anche un anno estremamente concreto, fatto di mani in pasta e di piccoli problemi quotidiani da risolvere: le liste “Come si fa?” e quelle dedicate alle ricette raccontano un’Italia che ama imparare, sperimentare e mettersi alla prova, spesso partendo dalla cucina, luogo identitario per eccellenza. Il successo di ricette tradizionali legate alle festività, come il casatiello napoletano o la colomba pasquale, dimostra quanto il bisogno di radici e continuità sia ancora forte, soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni, mentre allo stesso tempo crescono le ricerche su pratiche di benessere contemporanee come il dry brushing e su competenze tecnologiche di base, dal fare uno screenshot su PC all’uso più consapevole degli strumenti digitali. È un quadro variegato e coerente allo stesso tempo, in cui convivono passato e futuro, memoria e innovazione, grandi questioni globali e piccoli gesti quotidiani, e in cui la Ricerca Google diventa il luogo privilegiato dove questa curiosità si manifesta senza filtri. Il 2025 degli italiani, in fondo, appare come l’anno di una comunità che non smette di fare domande, di cercare risposte e di costruire senso attraverso il sapere, dimostrando che la conoscenza, declinata in forme sempre più complesse e multimodali anche grazie all’intelligenza artificiale, resta uno dei motori principali del nostro modo di stare nel mondo.

Dal contenuto all’AI, i Social Media trends che ridisegnano il marketing digitale
Il #2026 si profila come un anno di svolta per l’ecosistema dei #social media e, più in generale, per il modo in cui #brand, creator e persone si incontrano online. A raccontarlo è Pulse #Advertising, #network internazionale specializzato in social media consultancy e social commerce, che durante un webinar guidato dal CEO Chris Kastenholz ha tracciato dieci trend destinati a ridisegnare le dinamiche digitali. Non si tratta di semplici #previsioni, ma di una fotografia concreta di ciò che sta già accadendo, soprattutto intorno alla Gen Z: una generazione che oggi rappresenta il 40% dei consumatori globali, vive metà della propria


