20° Rapporto sulla Comunicazione del Censis, ecco i social network più usati dagli italiani

Quando si parla di come gli italiani si informano, comunicano o semplicemente passano il tempo, ormai non si può fare a meno di guardare al mondo #digitale. Lo conferma l’ultima indagine sulle abitudini mediatiche nel nostro Paese, uno studio condotto dal Censis, autorevole istituto di ricerca, con il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo, Mediaset, Rai e Tv2000. L’analisi, giunta alla sua ventesima edizione, fotografa un’Italia dove il rapporto con i media è sempre più personalizzato, guidato da algoritmi e plasmato dai social network. Non si tratta solo di numeri e percentuali, ma di scelte quotidiane che raccontano molto su chi siamo, su come ci relazioniamo con gli altri e su quanto i media influenzino la nostra percezione del mondo.

La piattaforma che continua a regnare incontrastata, sia tra giovani che adulti, è #WhatsApp: viene usata dall’85% della popolazione generale, e addirittura dall’87,4% dei ragazzi tra i 14 e i 29 anni. È l’app della messaggistica istantanea, delle chat con gli amici, dei gruppi di famiglia, delle comunicazioni di lavoro. A seguire, però, i gusti cambiano, e anche tanto. #Facebook, ad esempio, è ancora molto presente tra gli utenti in generale (66,3%), ma tra i giovani perde terreno. Nella fascia più giovane, infatti, i preferiti sono Instagram e #YouTube, con percentuali che sfiorano rispettivamente il 78% e il 77%. Sono piattaforme che parlano attraverso le immagini e i video, dove la comunicazione è visiva, rapida, spesso emozionale.

#TikTok, poi, continua la sua scalata, coinvolgendo il 64,2% dei giovani: è l’app che ha rivoluzionato il concetto di intrattenimento breve, mixando creatività, musica e tendenze virali. Accanto a lei, anche Spotify e Telegram si ritagliano spazi importanti, specie per chi cerca musica o una comunicazione più discreta.

Ma il rapporto non si ferma ai numeri. C’è un messaggio più profondo: i social non sono solo strumenti di svago, ma veri e propri ambienti in cui si formano opinioni, si condividono valori, si influenzano le scelte. E proprio qui entrano in gioco gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, che selezionano per noi contenuti e notizie, spesso rinforzando bolle informative e visioni parziali. È un mondo affascinante, ma anche complesso, dove la libertà di scelta non è sempre così libera come sembra.

Alla fine, questa fotografia digitale dell’Italia ci dice che non si tratta solo di quali app usiamo, ma di come queste applicazioni cambiano il nostro modo di essere cittadini, amici, consumatori. E forse anche un po’, il nostro modo di essere umani.

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