Il futuro dello shopping è qui: Google lancia l’AI che compra per te

L’e-commerce si prepara a una nuova trasformazione. #Google sta sviluppando una serie di strumenti basati sull’#intelligenzaartificiale che promettono di semplificare il processo di #acquistoonline, affidando agli assistenti digitali gran parte delle attività che oggi vengono svolte manualmente dagli utenti: dalla ricerca dei prodotti al confronto dei prezzi, fino al completamento dell’ordine. L’obiettivo è rendere lo shopping più rapido e personalizzato, riducendo il tempo necessario per confrontare decine di offerte, leggere recensioni e verificare la disponibilità dei prodotti. In futuro sarà sufficiente descrivere ciò che si sta cercando, indicando preferenze, budget ed eventuali esigenze particolari, mentre l’intelligenza artificiale analizzerà le diverse
Tecnologia e marketing, il rapporto con gli utenti sta cambiando

Negli ultimi mesi il rapporto tra #tecnologia, #società e #imprese sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Le numerose azioni legali intentate negli Stati Uniti contro le principali #piattaforme social, unite al crescente dibattito sull’intelligenza artificiale e sulla tutela dei dati, stanno spingendo aziende e istituzioni a ripensare il ruolo della tecnologia nella vita delle persone. Tra marzo e aprile 2026 sono arrivate decisioni giudiziarie destinate a lasciare il segno. #Meta è stata condannata in un importante procedimento legato alla tutela dei minori, mentre negli Stati Uniti continuano a crescere le cause contro le grandi piattaforme digitali, coinvolgendo società come
Cuey, l’estensione che mette a confronto ChatGPT, Gemini e Claude per capire quando l’AI sta sbagliando

Con la crescente diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale, sempre più utenti si trovano a utilizzare chatbot diversi a seconda delle proprie esigenze. #ChatGPT, #Gemini, #Claude, Grok e #DeepSeek sono solo alcuni dei modelli oggi disponibili, ciascuno con caratteristiche, punti di forza e limiti differenti. Proprio per aiutare gli utenti a confrontare le risposte generate dalle varie #AI è nato #Cuey, una piattaforma disponibile sia via web sia come estensione per browser. L’obiettivo di Cuey è semplice: consentire di inviare un unico prompt a più chatbot contemporaneamente e visualizzare le risposte affiancate in un’unica schermata. In questo modo non è
Callimacus la nuova piattaforma e-commerce di Brunello Cucinelli che reinventa lo shopping con un’IA umana e personalizzata

Nel mondo del #lusso, dove il valore di un prodotto si costruisce attraverso il tempo, la cura e la relazione, l’ingresso dell’intelligenza artificiale poteva apparire come una contraddizione. Eppure è proprio da questo apparente paradosso che nasce #Callimacus, la nuova piattaforma digitale presentata da Brunello #Cucinelli, pensata per ridefinire l’esperienza dell’e-commerce senza rinunciare a una visione profondamente umanistica. Il progetto prende forma a Solomeo, il borgo umbro diventato negli anni simbolo di un’idea di impresa che mette al centro la dignità del lavoro, la cultura e l’armonia tra innovazione e tradizione. È qui che nasce Solomei #AI, hub di ricerca
AI che legge nella mente: nasce l’interfaccia neurale delle risposte in tempo reale

Sta arrivando una nuova frontiera nella comunicazione uomo-macchina: un’interfaccia #neurale che, grazie all’Intelligenza artificiale, è in grado di leggere nel pensiero e rispondere in tempo reale. Si chiama #AlterEgo, e nasce dal #MIT Media Lab, dove nel 2018 un gruppo di ricercatori ha iniziato a lavorare a un’idea che oggi sembra uscita direttamente da un romanzo di fantascienza. Dopo anni di sviluppo e il recente salto verso la commercializzazione, AlterEgo promette di rivoluzionare il nostro modo di interagire con la #tecnologia. Forse presto non dovremo più richiamare a gran voce “Alexa!” da una stanza all’altra: basterà pensarlo. Il dispositivo, ideato
L’adozione dell’IA in Europa: leadership nordica, freni nell’Est e Italia a metà strada

L’intelligenza artificiale corre in Europa, ma non ovunque allo stesso passo. I dati Eurostat diffusi a inizio 2025 mostrano una crescita rapida nell’adozione delle #tecnologie di #IA da parte delle #imprese: nel 2024 il 13,5% delle aziende europee con almeno dieci dipendenti ha dichiarato di averle integrate nei propri processi, contro l’8% dell’anno precedente. Un balzo di oltre cinque punti percentuali in appena dodici mesi, che fotografa l’accelerazione in atto. Ma dietro alla media si nasconde una realtà molto più sfaccettata, con forti differenze regionali e settoriali. I paesi del Nord Europa guidano la classifica. In Danimarca più di un’impresa
Allarme fake news l’intelligenza artificiale ne ha raddoppiato la diffusione

Negli ultimi dodici mesi la diffusione di #notizie #false tramite strumenti di intelligenza artificiale è quasi raddoppiata, passando da una percentuale del 18% al 35%. A lanciare l’allarme è #NewsGuard, l’osservatorio internazionale specializzato nell’analisi della qualità dell’informazione #online, che parla di un incremento non episodico, ma “strutturale”. L’indagine mette in evidenza differenze significative tra i vari sistemi di intelligenza artificiale generativa. Tra i #chatbot più inclini a fornire risposte errate o fuorvianti su temi di attualità figurano Pi di Inflection, che ha riportato tassi di errore superiori al 56%, e Perplexity con quasi il 47%. Non sono immuni nemmeno piattaforme
AI Overviews di Google, l’informazione perde traffico, Google guadagna controllo

C’è un paradosso che sta scuotendo il mondo dell’informazione online: più contenuti vengono creati, meno vengono letti. Al centro di questa rivoluzione silenziosa c’è #Google, o meglio, la sua nuova funzione “ #AIOverviews ”, lanciata con l’intento di semplificare la vita agli utenti ma che, in realtà, sta complicando e non poco quella dei produttori di contenuti. Secondo un recente studio condotto dal Pew Research Center, il sospetto che da tempo serpeggiava tra gli addetti ai lavori ha finalmente trovato conferma: l’intelligenza artificiale di Google sta causando un crollo verticale del #traffico verso i #siti d’informazione. Il motivo è semplice
IA e diritto penale: cosa punisce davvero il nuovo disegno di legge italiano

Nel giugno 2025, la Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge sull’intelligenza artificiale che ha acceso il dibattito, soprattutto per un passaggio: l’introduzione di #sanzioni penali legate all’uso dell’IA. Alcune testate hanno parlato di pene per chi “utilizza sistemi di intelligenza artificiale”, alimentando il timore di una stretta generalizzata. Ma è davvero così? La risposta, se si guarda con attenzione al testo normativo, è più articolata. Il provvedimento, infatti, non criminalizza l’#intelligenzaartificiale in sé, né tantomeno l’uso comune o professionale di strumenti basati su IA. Piuttosto, si concentra su condotte specifiche e già sensibili sotto il profilo giuridico,
Google: l’Intelligenza Artificiale sarà in grado di prevedere ciò che cercherete

Google sta cambiando il modo in cui le persone interagiscono con la #ricerca online, e lo fa puntando tutto sull’#intelligenzaartificiale e sulla personalizzazione. L’obiettivo è rendere l’esperienza sempre più naturale, utile e su misura per ciascun utente. Il cambiamento più significativo in corso riguarda i nuovi suggerimenti di ricerca, chiamati “ #prompt ”, che non sono più generici e uguali per tutti, ma vengono generati a partire dalla #cronologia personale dell’utente. In pratica, l’intelligenza artificiale di #Google #impara da ciò che si è cercato in passato per proporre #domande pertinenti, stimolanti e direttamente collegate agli interessi recenti. Se fino a