Meta porta gli agenti AI nelle aziende: il prossimo passo sono i gestionali che parlano con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase e il cambiamento riguarda sempre più da vicino anche il mondo delle imprese. Dopo la diffusione dei #chatbot capaci di rispondere alle domande, scrivere testi, analizzare documenti e supportare il lavoro quotidiano, l’attenzione si sta spostando sugli #agentiAI, sistemi progettati per fare un passo ulteriore: non limitarsi a rispondere, ma svolgere attività utilizzando dati, strumenti e applicazioni.

#Meta è tra le aziende che stanno investendo in questa evoluzione, con soluzioni sempre più orientate al mondo business. Il suo #Business #AI punta, per esempio, a supportare le aziende nelle conversazioni con i clienti, rispondendo alle richieste, fornendo informazioni, qualificando i contatti e accompagnando alcune fasi del percorso commerciale. L’obiettivo è trasformare l’intelligenza artificiale da semplice assistente a strumento operativo, capace di inserirsi nei processi di un’impresa.

Ed è proprio qui che si apre uno degli scenari più interessanti per il futuro dei gestionali aziendali.

CRM, ERP e software gestionali sono già il centro della vita digitale di molte aziende. Al loro interno vengono raccolti dati relativi a clienti, ordini, fatture, prodotti, appuntamenti, fornitori e attività commerciali. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, per utilizzare queste informazioni è ancora necessario entrare nel software, cercare la funzione corretta, impostare filtri e compiere manualmente una serie di operazioni.

L’intelligenza artificiale potrebbe cambiare il modo stesso in cui si interagisce con questi strumenti. Invece di cercare una determinata informazione attraverso menu e schermate, potrebbe essere sufficiente formulare una richiesta in linguaggio naturale. «Quali clienti non hanno acquistato negli ultimi sei mesi?», «Quali fatture risultano ancora insolute?» oppure «Preparami un riepilogo delle vendite di settembre» potrebbero diventare semplici istruzioni rivolte direttamente al gestionale.

Il passaggio successivo sarà ancora più significativo: permettere all’agente AI di compiere determinate azioni. Non soltanto recuperare un elenco di clienti, quindi, ma creare un’attività commerciale; non soltanto individuare una fattura scaduta, ma preparare una comunicazione; non soltanto mostrare un prodotto in esaurimento, ma suggerire un nuovo ordine. Naturalmente, con autorizzazioni e controlli definiti dall’azienda.

Non è una prospettiva che riguarda soltanto il futuro. I principali produttori di software aziendale stanno già investendo in questa direzione. Microsoft sta integrando agenti AI nei propri strumenti Dynamics 365, Salesforce ha sviluppato Agentforce e SAP sta portando funzionalità agentiche nei propri ambienti dedicati alle imprese. La direzione del mercato appare quindi sempre più chiara: l’intelligenza artificiale sta passando dalla semplice generazione di contenuti alla capacità di interagire con i sistemi aziendali e partecipare ai processi di lavoro.

Per le piccole e medie imprese questa evoluzione potrebbe avere conseguenze particolarmente interessanti. Un agente collegato al gestionale potrebbe aiutare a ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive e rendere più semplice utilizzare i dati già presenti nei sistemi aziendali, anche per chi non conosce nel dettaglio tutte le funzioni del software.

Naturalmente, l’aumento dell’autonomia porta con sé anche nuove esigenze di sicurezza. Un conto è permettere all’AI di consultare dei dati, un altro è consentirle di modificarli, inviare comunicazioni o avviare operazioni. Saranno quindi fondamentali autorizzazioni precise, tracciamento delle attività e possibilità di intervento umano.

Il vero salto, quindi, potrebbe non essere rappresentato da un chatbot che si trova accanto al gestionale, ma da un gestionale capace di dialogare direttamente con l’intelligenza artificiale. In futuro, anziché navigare tra decine di menu per trovare una funzione, potrebbe essere sufficiente spiegare al software che cosa si vuole ottenere.

L’AI diventerebbe così una nuova interfaccia per il lavoro aziendale: non sostituendo necessariamente i gestionali, ma rendendoli più semplici da utilizzare e, soprattutto, molto più capaci di trasformare i dati in azioni concrete.

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