Frodi sugli acquisti online cresce il ruolo di Telegram e Meta sfiora il 44% dei casi

Nel panorama sempre più complesso delle #frodidigitali, una delle minacce che sta crescendo più rapidamente riguarda le #truffe legate agli acquisti #online, e nel 2025 un ruolo sempre più centrale sembra essere assunto da #Telegram. A segnalarlo è un recente rapporto sulla sicurezza e sul crimine finanziario pubblicato dalla società fintech Revolut, secondo cui proprio l’app di messaggistica è diventata la fonte di frodi in più rapida crescita a livello globale. I dati parlano chiaro: i casi di truffa riconducibili alla piattaforma sono aumentati del 233% rispetto al 2024, evidenziando un’espansione molto veloce di questo fenomeno. Il quadro generale mostra inoltre come i #social network e le #piattaforme digitali siano ormai uno dei principali punti di partenza per i raggiri online. In particolare, l’insieme delle piattaforme del gruppo #Meta – che include social molto diffusi – rappresenterebbe complessivamente circa il 44% delle frodi segnalate, quasi la metà del totale. Nonostante questo, Telegram si distingue per la velocità con cui stanno crescendo i casi legati alla sua rete di canali, gruppi e messaggi diretti, ambienti che possono facilitare la diffusione di offerte ingannevoli o falsi annunci di vendita. Tra le diverse tipologie di raggiro, quelle legate agli acquisti restano le più diffuse a livello mondiale: nel 2025 costituiscono infatti il 57% delle segnalazioni complessive. In molti casi il meccanismo è relativamente semplice ma efficace: i truffatori pubblicano annunci di prodotti molto richiesti a prezzi particolarmente vantaggiosi, attirano le vittime con offerte apparentemente convenienti e, una volta ricevuto il pagamento, spariscono senza spedire alcun oggetto. Accanto a questo fenomeno, però, sta crescendo rapidamente anche un’altra categoria di raggiri digitali: le truffe legate a presunte opportunità di lavoro. Si tratta spesso di annunci che promettono guadagni facili o collaborazioni online, ma che in realtà nascondono richieste di pagamenti anticipati, dati personali o altre forme di sfruttamento economico. Guardando più da vicino la situazione italiana, il rapporto evidenzia un dato particolarmente significativo: nel 2025 il 34% delle truffe segnalate nel Paese ha avuto origine proprio su Telegram, la percentuale più alta registrata tra i Paesi europei. Anche nel contesto italiano la tipologia più diffusa resta quella delle truffe sugli acquisti, che rappresentano circa il 44% dei casi denunciati. Numeri che mostrano quanto le dinamiche del commercio digitale e delle comunicazioni online possano trasformarsi in terreno fertile per attività fraudolente. Per questo motivo gli esperti sottolineano sempre più spesso la necessità di un impegno condiviso nella prevenzione di questi fenomeni. Secondo Woody Malouf, responsabile del settore crimine finanziario di Revolut, la tutela degli utenti non può ricadere esclusivamente su banche e servizi finanziari, ma deve coinvolgere l’intero ecosistema digitale, comprese le piattaforme dove le truffe prendono forma. In un mondo in cui la maggior parte delle interazioni commerciali passa ormai attraverso smartphone e app di messaggistica, la sicurezza online diventa infatti una responsabilità collettiva, che richiede maggiore attenzione da parte delle aziende tecnologiche, delle istituzioni e degli stessi utenti.

VUOI APPROFONDIRE I TEMI DI QUESTO ARTICOLO?

Continua a leggere:

Cyber Resilience Act, arrivano i primi obblighi concreti per chi sviluppa software

Il #CyberResilienceAct non è più soltanto una normativa da tenere d’occhio. Dall’11 settembre 2026 sono infatti entrati in vigore i primi obblighi concreti previsti dal regolamento europeo sulla #cybersicurezza dei prodotti con elementi digitali. Per chi sviluppa #software, #hardware connesso o prodotti digitali destinati al #mercatoeuropeo, significa iniziare a considerare la sicurezza informatica come una responsabilità che riguarda l’intero ciclo di vita del prodotto. La prima scadenza riguarda in particolare la gestione degli incidenti. I produttori devono segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi che compromettono la #sicurezza dei prodotti interessati. La segnalazione deve avvenire attraverso la piattaforma

Leggi Tutto »

Un cliente dice “no” al marketing? Il problema potrebbe essere nei tuoi sistemi

Quando un #cliente non vuole ricevere comunicazioni commerciali, la risposta dovrebbe essere semplice: il suo #consenso va rispettato. Nella pratica, però, la gestione delle preferenze #marketing può diventare molto più complicata, soprattutto quando un’azienda utilizza contemporaneamente #sitoweb, #CRM, #newsletter, #e-commerce e diversi strumenti di analisi. Il problema, infatti, non è sempre il cliente che dice “no”. A volte è il sistema che non riesce a gestire correttamente quel “no”. Un utente può, per esempio, negare il consenso alla ricezione di comunicazioni commerciali attraverso il sito, ma continuare a ricevere una newsletter perché il suo indirizzo era già presente in un’altra

Leggi Tutto »

E-commerce, 2 milioni di euro di multa a Deghi per un finto conto alla rovescia

Un conto alla rovescia che sembrava indicare la fine imminente di una #promozione, ma che in realtà poteva ripartire nuovamente una volta arrivato a zero. È proprio questa la pratica contestata dall’Autorità #Garante della Concorrenza e del Mercato a #Deghi, azienda attiva nella vendita online di arredamento e prodotti per la casa, che a giugno 2026 è stata #sanzionata con una multa di 2 milioni di euro. Secondo l’#Antitrust, tra gennaio 2024 e la fine del 2025 sul sito di Deghi venivano utilizzati in numerosi casi dei countdown per presentare alcuni sconti come offerte a tempo. Il problema, secondo quanto

Leggi Tutto »

Meta porta gli agenti AI nelle aziende: il prossimo passo sono i gestionali che parlano con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase e il cambiamento riguarda sempre più da vicino anche il mondo delle imprese. Dopo la diffusione dei #chatbot capaci di rispondere alle domande, scrivere testi, analizzare documenti e supportare il lavoro quotidiano, l’attenzione si sta spostando sugli #agentiAI, sistemi progettati per fare un passo ulteriore: non limitarsi a rispondere, ma svolgere attività utilizzando dati, strumenti e applicazioni. #Meta è tra le aziende che stanno investendo in questa evoluzione, con soluzioni sempre più orientate al mondo business. Il suo #Business #AI punta, per esempio, a supportare le aziende nelle conversazioni con i clienti,

Leggi Tutto »

Vuoi un riferimento unico per la digitalizzazione della tua azienda?