COVID-19 e Privacy, il Garante risponde alle questioni più importanti

La pandemia da Coronavirus ha reso ancora più evidente l’importanza della Privacy, dai dubbi sollevati dall’applicazione mobile Immuni a come trattare i dati dei malati. Negli ultimi tempi, infatti, moltissimi Enti, Aziende Sanitarie ed Imprese hanno raccolto una grande quantità di dati particolari, provenienti da soggetti contagiati o sottoposti a tamponi e test sierologici.

Il problema che Imprese ed Enti hanno posto riguarda principalmente i soggetti che devono gestire questi dati, come farlo ed il comportamento che devono seguire i datori di lavoro in questi particolari casi. Questi dubbi sorgono in virtù del fatto che stiamo parlando di dati relativi alla salute, quelli più delicati da trattare. Non solo di dati sanitari si è parlato durante questa lunga quarantena, infatti, a questi ultimi vanno aggiunti quelli degli insegnanti e dei lavoratori che in questo periodo lavorano da remoto, ricorrendo allo smart working.

Il Garante per la Privacy, dopo aver analizzato le questioni proposte ed aver analizzato la liceità degli attuali comportamenti, ha predisposto un ricco elenco di risposte, che coprono tutti i settori dalle imprese private agli Enti Pubblici.

Leggendo attentamente le risposte del Garante, scopriamo che il datore di lavoro non può comunicare in alcun modo le generalità dei dipendenti positivi al COVID-19. È però tenuto ad adoperarsi prontamente per la sanificazione dei locali, come previsto dai DPCM dell’attuale Governo. In ogni caso, il Garante vuole ricordare che sia in caso di privati che in caso di soggetti pubblici, i dati dei contagiati sono ad esclusivo appannaggio delle autorità sanitarie.

Nonostante il clima attuale di emergenza, l’autorità ha ribadito che le regole fondamentali per il trattamento dei dati non sono state derogate, quindi qualunque violazione della Privacy resta punibile a norma di legge.

Per scoprire tutte le risposte rilasciate dal Garante, vi invitiamo a cliccare qui.

Continua a leggere:

AI Overviews di Google, l’informazione perde traffico, Google guadagna controllo

C’è un paradosso che sta scuotendo il mondo dell’informazione online: più contenuti vengono creati, meno vengono letti. Al centro di questa rivoluzione silenziosa c’è #Google, o meglio, la sua nuova funzione “ #AIOverviews ”, lanciata con l’intento di semplificare la vita agli utenti ma che, in realtà, sta complicando e non poco quella dei produttori di contenuti. Secondo un recente studio condotto dal Pew Research Center, il sospetto che da tempo serpeggiava tra gli addetti ai lavori ha finalmente trovato conferma: l’intelligenza artificiale di Google sta causando un crollo verticale del #traffico verso i #siti d’informazione. Il motivo è semplice

Leggi Tutto »

Social-first branding nel food & wine, l’influencer economy conquista la Gen Z

Nel panorama digitale di oggi, parlare di cibo non significa più solo parlare di sapori, ricette o prodotti tipici. Soprattutto per la #GenerazioneZ, il cibo è diventato un vero e proprio linguaggio culturale, un mezzo per raccontare valori, identità e stili di vita. A dimostrarlo sono i dati dello studio “When Food Speaks Culture”, realizzato da Flu (Uniting Group) in collaborazione con il Politecnico di Milano, che fotografa con chiarezza una realtà in rapida trasformazione: l’85% dei giovani under 26 scopre nuovi #brand del settore #wine&food attraverso i #social network. #Instagram, #TikTok e #YouTube sono oggi le vere piazze digitali

Leggi Tutto »

Ecommerce sostenibile: 7 clienti su 10 lo chiedono, ma solo 1 azienda su 5 investe davvero

Nel panorama dell’ #eCommerce italiano si sta aprendo una frattura sempre più evidente tra ciò che i consumatori desiderano e ciò che le imprese sono realmente disposte a offrire. Da una parte ci sono milioni di persone sempre più attente all’impatto #ambientale delle proprie scelte d’acquisto; dall’altra, un tessuto imprenditoriale che, salvo rare eccezioni, sembra ancora poco pronto – o poco convinto – a fare della sostenibilità una priorità concreta. A dirlo non è una percezione generica, ma uno studio accurato dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, in collaborazione con DHL Express Italy. L’analisi, che ha coinvolto oltre 1.000

Leggi Tutto »

IA e diritto penale: cosa punisce davvero il nuovo disegno di legge italiano

Nel giugno 2025, la Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge sull’intelligenza artificiale che ha acceso il dibattito, soprattutto per un passaggio: l’introduzione di #sanzioni penali legate all’uso dell’IA. Alcune testate hanno parlato di pene per chi “utilizza sistemi di intelligenza artificiale”, alimentando il timore di una stretta generalizzata. Ma è davvero così? La risposta, se si guarda con attenzione al testo normativo, è più articolata. Il provvedimento, infatti, non criminalizza l’#intelligenzaartificiale in sé, né tantomeno l’uso comune o professionale di strumenti basati su IA. Piuttosto, si concentra su condotte specifiche e già sensibili sotto il profilo giuridico,

Leggi Tutto »

Vuoi un riferimento unico per la digitalizzazione della tua azienda?