Rischi Informatici durante l’emergenza COVID-19

Lo scorso 1 aprile, per Elsa Macerata ed Associazione Fatto&Diritto, Sergio Sarnri è stato relatore di una conferenza dove si è parlato di Privacy e Coronavirus, in particolare di come siano stati adottati sistemi di Contact Tracing al fine di controllare e monitorare i movimenti dei cittadini per evitare l’allargamento del contagio da COVID-19 e di quali implicazioni queste tecnologia abbiano sulla privacy.

Come funziona il Contact Tracing?

È un sistema che sfrutta di solito tecnologie quali la geolocalizzazione satellitare, il Bluetooth, reti Wi-Fi, la lettura delle celle telefoniche e dati derivanti dalle telecamere a circuito chiuso per monitorare gli spostamenti dei cittadini. Il mix di queste tecnologie permette di controllare in maniera estremamente ravvicinata gli spostamenti delle persone e questo è riultato particolarmente utile in quei paesi dove era necessario tracciare i possibili contatti con persone poi risultate infette.

Le app di tracciamento nel contesto internazionale

Lo Shin Bet, agenzia d’intelligence israeliana, adotta un sistema similare dal lontano 2002, utile a prevenire probabili attacchi terroristici ed il governo isreliano ha sfruttato questa tecnologia, con le dovute rassicurazioni verso i cittadini, per gestire l'emergenza Covid. La rivelazione arriva direttamente dal New York Times, il quale ci informa che attraverso i dati di milioni di cittadini, forniti direttamente dalle compagnie telefoniche, ha controllato gli spostamenti delle singole persone, incrociandoli con i dati delle persone risultate positive.

Le recenti accuse formulate dal Presidente degli Stati Uniti verso la Cina, potrebbero in parte rivelarsi veritiere, escludendo quelle relative al fatto che il virus sia nato in laboratorio ovviamente. Il team di studiosi di TheCitizenLab ha infatti raccolto una serie di informazioni relative la gestione del Coronavirus all’interno del paese governato da Xi Jinping, le quali sostengono che dal 31 dicembre 2019 tutte le notizie riguardanti il virus sono state sottoposte a censura.

D’altronde la Cina è nota per essere un paese che non lascia spazio alla libera espressione e che tutto quello non approvato dal Partito Comunista non deve essere visto dai propri cittadini. Anche in questo caso per raccolgiere infomrazioni sui contagiati attraversi il contact tracing è stata sfruttata la potente infrastruttura già attiva dal 2006 e nota come Golden Shield Project. Tale sistema nasce per integrare all’interno di un unico contenitore l’intera rete di sorveglianza digitale che risponde solo ed esclusivamente al Governo di Pechino. Tra le misure adottate ci sono:

– IP Blocking;

– DNS Filtering;

– URL Filtering;

– Connection Reset;

– Packet Filtering;

– SSL man-in-the-middle attack;

– Great Cannon (Attacchi DdoS).

Anche in Cina, come in Israele, infrastrutture esistenti ed usate come sistema antiterroristico sono state sfruttate per acquisire più velocemente i dati dei cittadini per prevenire i contagi.

A cosa servono le App di Contact Tracing?

È la domanda che in questo periodo quasi tutti si pongono, perché le informazioni offerte in merito non sono particolarmente esaustive. Quindi se anche voi vi state ponendo questa domanda, il seguente elenco numerato fa al caso vostro:

Tracciare gli spostamenti dei soggetti positivi e verificare che rispettino la quarantena;

Memorizzare gli spostamenti di tutta la popolazione, per verificare, nel caso un soggetto diventi positivo, con chi ha interagito;

Allertare eventuali soggetti entrati in contatto con persone positive ed effettuare prontamente tamponi, test sierologici ed altre verifiche;

Avere una heatmap del territorio per verificare graficamente le maggiori concentrazioni di infetti;

Certificare che il soggetto sia autorizzato ad uscire dalla quarantena (al momento tale funzione è presente solo in Cina).

Detto questo, è interessante sapere se tale sistema è realizzabile e quali sono le criticità relative all’adozione di tali metodi. Per quanto riguarda il primo punto, possiamo tranquillamente sostenere che si tratta di un qualcosa di realizzabile, specialmente se elaborato in tempi brevi ed in modo sistematico e centralizzato su tutta la popolazione.

Ora passiamo alle criticità, molti soggetti si sono chiesti se tali sistemi possano in qualche modo invadere la loro privacy, l’applicazione suggerita dal Governo, sta passando anche sotto la lente d’ingrandimento del Garante, il quale attraverso il suo parere potrà consigliare quali comportamenti adottare per evitare che i dati all’interno del programma possano essere utilizzati per fini diversi dalla salute pubblica.

Un altro rischio riguarda le potenziali truffe, difatti, sono già presenti negli App Store una serie di software che dichiarano di svolgere il medesimo compito, purtroppo la maggior parte di questi applicativi ha l’unico scopo di raccogliere i vostri dati ed utilizzarli contro il vostro bisogno di sicurezza. Ecco l’unica app da scaricare sul proprio smartphone sarà quella scelta dal Governo centrale italiano, in quanto quest’ultimo non è interessato alla raccolta dati per venderci prodotti o servizi, ma solamente alla salute di tutti i cittadini.

VUOI APPROFONDIRE I TEMI DI QUESTO ARTICOLO?

Continua a leggere:

Google Search Live arriva in Italia e rivoluziona la ricerca tra voce e immagini

La #ricerca online, così come l’abbiamo conosciuta per oltre vent’anni, inizia a trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Non più solo parole digitate in una barra, ma domande pronunciate ad alta voce e immagini condivise in tempo reale. Con l’arrivo anche in Italia di #GoogleSearchLive, Google accelera su un modello di ricerca sempre più conversazionale, visivo e contestuale, segnando un passaggio chiave nell’evoluzione dell’interazione tra utenti e intelligenza artificiale. Dopo una prima presentazione al Google I/O 2025 e un lancio iniziale limitato agli Stati Uniti, la funzione viene ora estesa a livello globale, raggiungendo oltre 200 paesi. In Italia è

Leggi Tutto »

Non solo ChatGPT: Gemini, Copilot, Claude e Perplexity a confronto

Il dominio di #ChatGPT resta evidente, ma non più incontrastato. I numeri più recenti di StatCounter indicano che il servizio di #OpenAI continua a detenere tra il 64% e l’80% del mercato globale, con segnali però di rallentamento nelle nuove iscrizioni. Nel frattempo, si fanno spazio concorrenti sempre più strutturati, capaci di ritagliarsi nicchie precise grazie a funzioni mirate e integrazioni strategiche. Tra le alternative più solide emergono #Google #Gemini, Microsoft #Copilot, #Perplexity AI e #Claude. Non si tratta di semplici repliche: ciascuno di questi strumenti interpreta l’intelligenza artificiale in modo diverso, puntando su ambiti specifici come produttività, ricerca o

Leggi Tutto »

“Sono io, mandami soldi”. Boom di truffe su WhatsApp, come riconoscerle

Arriva da un nome che conosci, magari salvato in rubrica da anni, e proprio per questo non sembra pericoloso. Un #messaggio semplice, diretto, spesso urgente: “mi serve un aiuto”, “puoi votare?”, “mi presti dei soldi?”. È così che oggi passano alcune delle #truffe più efficaci, e il terreno privilegiato è #WhatsApp, diventata negli ultimi anni uno degli strumenti più sfruttati dai criminali digitali. A dirlo è anche il report di Revolut, che colloca l’app tra le principali #piattaforme utilizzate per frodi online, seconda solo a #Facebook. Il meccanismo è tanto semplice quanto insidioso, perché non punta sulla tecnologia ma sulla

Leggi Tutto »

Svolta storica: Meta e Google responsabili dei rischi social per i giovani

C’è un momento in cui una #tecnologia smette di essere percepita come neutra e inizia a essere interrogata per ciò che provoca. È esattamente quello che è accaduto il 25 marzo 2026, quando una giuria della California ha stabilito che #Meta e #Google non possono più sottrarsi alle conseguenze del modo in cui hanno costruito le loro #piattaforme. Non i contenuti, dunque, ma l’architettura stessa dei social finisce sotto accusa: un sistema progettato per trattenere, stimolare, agganciare, anche quando dall’altra parte dello schermo ci sono adolescenti. A rendere concreta questa svolta è la vicenda di Kaley, oggi ventenne, che ha

Leggi Tutto »

Vuoi un riferimento unico per la digitalizzazione della tua azienda?