Veo 3, il nuovo modello di intelligenza artificiale presentato da Google

Negli ultimi giorni, i #social sono stati invasi da video a prima vista del tutto realistici: scene di vita quotidiana, interviste, sketch comici e persino spezzoni che sembrano usciti da telegiornali o film. Ma dietro questi contenuti non c’è una telecamera, bensì #Veo3, il nuovo modello di #intelligenzaartificiale presentato da #Google. Ed è proprio questo realismo a creare un misto di meraviglia e inquietudine.

La cosa più disturbante? In molti di questi video, i protagonisti – figure umane generate dall’#AI – negano di essere artificiali. Guardandoli, si ha l’impressione di assistere a qualcosa di profondamente sbagliato, quasi sinistro. È il classico effetto della uncanny valley: quando qualcosa è talmente simile all’umano da sembrare vero, ma quel piccolo margine d’errore – quel “quasi” – ci fa rabbrividire.

Basta una semplice descrizione testuale, un prompt, e nel giro di pochi minuti Veo 3 genera una clip della durata di circa otto secondi. Non solo immagini, ma anche suoni, musiche, dialoghi: tutto creato artificialmente. Il risultato? Una qualità così alta che, in molti casi, nemmeno un occhio esperto riesce a dire con certezza se ciò che sta vedendo è reale oppure no.

Il paragone con Sora, il modello video presentato da OpenAI qualche mese fa, è inevitabile. Veo 3 sembra avere una marcia in più in termini di definizione, fluidità e capacità narrativa. E proprio questo spiega perché questi video siano diventati virali: non sono solo incredibilmente realistici, ma anche narrativamente efficaci, in grado di imitare generi e formati diversi, dai reportage alle clip comiche.

Alcuni contenuti sono diventati rapidamente iconici. In un video, per esempio, un uomo urla a un ragazzo legato a una sedia: «Dov’è lo scrittore di prompt che dovrebbe salvarti?». In un altro, una comica ironizza sulla “prompt theory”, come se il mondo fosse davvero governato da descrizioni testuali. Il confine tra satira e inquietudine si fa sottile, e il disagio aumenta.

La questione, ovviamente, non è solo estetica. I progressi delle AI generative nel campo dei video preoccupano seriamente il mondo del cinema e della televisione. Già nel 2023 gli sceneggiatori di Hollywood scioperarono anche per ottenere garanzie contro l’uso incontrollato dell’intelligenza artificiale. Ma oggi, con strumenti come Veo 3, il timore è che intere produzioni possano essere sostituite da contenuti generati artificialmente, riducendo drasticamente i costi e minacciando migliaia di posti di lavoro.

A questo si aggiunge un altro tema delicato: da dove arrivano i dati usati per allenare queste AI? Google non ha chiarito se i video utilizzati per addestrare Veo 3 siano stati ottenuti nel rispetto del copyright. E già in passato OpenAI era finita nel mirino per presunti utilizzi impropri di contenuti da YouTube, secondo accuse non ancora del tutto smentite.

Il caso di “Will Smith che mangia spaghetti”, un video generato nel 2023 con risultati sgranati e grotteschi, è ormai il simbolo di quanto in fretta si stia evolvendo questa tecnologia. Oggi, con Veo 3, quel prompt produce un risultato impressionante. Ma dietro l’evoluzione tecnica si nasconde una domanda cruciale: siamo pronti per convivere con immagini che sembrano reali, ma non lo sono affatto?

Forse la vera sfida non è solo capire come regolamentare questi strumenti, ma anche ripensare il nostro rapporto con la realtà, con l’informazione e persino con la creatività. Perché quando anche una barchetta di carta in una pozzanghera può essere generata da un prompt e nessuno se ne accorge, non è più solo una questione di stupore tecnologico. È una nuova era. E sarà complicato, per tutti, distinguerla da quella vecchia.

VUOI APPROFONDIRE I TEMI DI QUESTO ARTICOLO?

Continua a leggere:

Cuey, l’estensione che mette a confronto ChatGPT, Gemini e Claude per capire quando l’AI sta sbagliando

Con la crescente diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale, sempre più utenti si trovano a utilizzare chatbot diversi a seconda delle proprie esigenze. #ChatGPT, #Gemini, #Claude, Grok e #DeepSeek sono solo alcuni dei modelli oggi disponibili, ciascuno con caratteristiche, punti di forza e limiti differenti. Proprio per aiutare gli utenti a confrontare le risposte generate dalle varie #AI è nato #Cuey, una piattaforma disponibile sia via web sia come estensione per browser. L’obiettivo di Cuey è semplice: consentire di inviare un unico prompt a più chatbot contemporaneamente e visualizzare le risposte affiancate in un’unica schermata. In questo modo non è

Leggi Tutto »

Cyber risk e contratti ICT: come la NIS2 trasforma le clausole penali in strumenti di controllo e accountability

L’entrata in vigore della Direttiva #NIS2 e il suo recepimento in Italia attraverso il D.Lgs. 138/2024 stanno modificando profondamente il modo in cui le organizzazioni affrontano la #cybersecurity. Le nuove regole non si limitano a richiedere misure tecniche più efficaci, ma impongono una gestione del rischio continua e strutturata, che coinvolge anche i rapporti con fornitori e partner tecnologici. Negli ultimi anni le imprese hanno affidato a soggetti esterni attività sempre più strategiche, come la gestione di servizi cloud, lo sviluppo software, l’amministrazione dei sistemi informatici e la conservazione dei #dati. Di conseguenza, la sicurezza non può più essere considerata

Leggi Tutto »

Il mercato Ecommerce in Italia continua a crescere: oltre 90 miliardi

L’#ecommerce in Italia continua a crescere e ormai non rappresenta più soltanto un’alternativa ai #negozi tradizionali, ma uno dei motori principali dell’economia digitale del Paese. Nel 2025 il #commercioonline ha raggiunto un valore complessivo di oltre 90 miliardi di euro, segnando una crescita del 6% rispetto all’anno precedente e confermando come le abitudini di acquisto degli italiani siano cambiate in modo ormai strutturale. Comprare online non significa più semplicemente ordinare un prodotto da casa, ma vivere un’esperienza sempre più personalizzata, immediata e costruita intorno alle preferenze del #consumatore. A trainare il mercato restano soprattutto viaggi e turismo, che da soli

Leggi Tutto »

Internet compie 40 anni e guarda al futuro tra AI e quantum

Quarant’anni fa #Internet in Italia era poco più di un esperimento per addetti ai lavori, una #tecnologia misteriosa che viveva nei laboratori universitari e nei centri di ricerca e che nessuno avrebbe immaginato potesse trasformarsi nel tessuto invisibile della vita quotidiana. Il primo #collegamento italiano alla #Rete globale, avvenuto nel 1986 grazie al lavoro del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, segnò l’inizio di una rivoluzione silenziosa destinata a cambiare comunicazione, economia, cultura, informazione e perfino il modo stesso di pensare le relazioni umane. All’epoca Internet non aveva social network, streaming, smartphone o intelligenza artificiale: era una rete lenta, tecnica,

Leggi Tutto »

Vuoi un riferimento unico per la digitalizzazione della tua azienda?